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/ Attrice e producer /)

Freida Pinto: Artista del Calendario Pirelli 2027

Freida Pinto

«È davvero una delle imprese più difficili descrivere un Paese che ha così tanto da offrire e che cambia così profondamente a ogni chilometro percorso. Ed è proprio questa la bellezza dell'India. C'è tantissimo da esplorare, tantissimo da scoprire. Ma non è un Paese per deboli di cuore.»

Cresciuta in India, l'attrice Freida Pinto ha assaporato l'infinita varietà della sua terra d'origine, che descrive come elettrizzante nella sua imprevedibilità e nella sua capacità di sorprendere. Ha vissuto immersa nel fermento urbano di Bombay, oggi Mumbai, una città che definisce «troppo o troppo poco: per questo la gente o la ama o la odia». Le estati, però, le trascorreva nella fattoria di campagna dello zio, nell'India meridionale.

«Faceva caldo tanto quanto a Mumbai, ma lì tutto era aperto, arioso, circondato da alberi e campi. C'erano le risaie, carri trainati dai buoi e i miei cugini che andavano a prendere l'acqua dai pozzi. Io e mia sorella, le due ragazze di città, desideravamo con tutte noi stesse di far parte di quel mondo. Sono davvero molto grata ai miei genitori per avermi dato la possibilità di vivere un'esperienza ricca e sfaccettata, e devo ricordare a me stessa che tutto questo fa parte di me.»

Il contrasto tra la città e la campagna ha reso la sua infanzia qualcosa di «insuperabile», un modello che oggi spera di poter offrire anche a Rumi-Ray, il suo figlio di quattro anni. Un mosaico di esperienze straordinariamente vario, che continua ancora oggi a plasmare la sua identità e il suo modo di vedere il mondo.

«Quando mi chiedono di descrivere il mio carattere, dico sempre che questo Paese mi ha plasmata profondamente per il modo in cui si presenta, travolgendoti con un'infinità di suoni, quelli meravigliosi e quelli assordanti del traffico. Si impara semplicemente a trovare dentro di sé la concentrazione necessaria: cose del genere possono distrarti per un momento, ma poi riesci subito a ritrovare il filo. Ed è così che tutti noi affrontiamo la vita in questo Paese»

E in effetti, quando l'intervista realizzata in Rajasthan dopo lo shooting viene più volte interrotta da alcune api e da un piccione che si posa sul set, l'attrice non si scompone minimamente e continua a rispondere.
Per questo, racconta, è stata entusiasta della proposta di prendere parte all'edizione 2027 del Calendario Pirelli, interamente dedicata all'India.

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«È entusiasmante lavorare con un team così professionale, che da anni realizza immagini straordinarie. Ma credo che il richiamo più forte di tutto questo sia l'India: il fatto che Pirelli abbia scelto proprio l'India come scenario per questo Calendario.»

L'ex modella racconta di aver apprezzato moltissimo la collaborazione con il fotografo norvegese Sølve Sundsbø e di essere rimasta particolarmente felice della scelta dei fiori che hanno accompagnato il suo servizio fotografico: le sue amate bouganville, che, racconta, crescono rigogliose anche nella sua casa di Los Angeles.

«Avere la bouganville sul set di questo shooting è stato davvero speciale. E poi Sølve è un fotografo con cui è facilissimo lavorare. Dà delle indicazioni, ma poi ti lascia libera di fare le tue scelte ed è sempre molto aperto al confronto. Ricordo uno degli ultimi scatti che abbiamo realizzato. Gli ho detto: “Che ne dici se appoggio le gambe al muro? I rami [di bouganville] starebbero benissimo nella foto”. E lui ha risposto: “Proviamoci”. Ecco, tutto è stato incredibilmente semplice e naturale.»

Freida Pinto ha raggiunto la notorietà internazionale con il suo primo ruolo cinematografico, quello di Latika in The Millionaire (2008), la ragazza di strada descritta come «la più bella del mondo». Dopo il successo del film, ha lavorato senza sosta a numerosi progetti a Hollywood, collaborando con registi come Woody Allen, Julian Schnabel e Terrence Malick. Più di recente ha scelto di concentrarsi su ruoli che raccontano personaggi femminili forti e determinati. Ripensando al proprio percorso, racconta che fin da bambina aveva sempre saputo quale strada avrebbe voluto intraprendere da adulta.

«Sapevo che questo era ciò che avrei fatto. Esibirmi, raccontare storie, trovare le persone giuste e farle lavorare insieme, quasi come una produzione artistica farebbe: credo di aver iniziato a farlo ancora prima di iniziare a recitare. Mi è sempre piaciuto organizzare spettacoli, ma la parte che ho sempre preferito era coinvolgere le persone e creare qualcosa con loro. È una comunità che nasce nel fare arte. Perciò non ho alcun dubbio: quello che faccio oggi è esattamente ciò che sognavo di fare quando ero bambina.»

Nel frattempo, guarda con grande entusiasmo al messaggio che il Calendario Pirelli 2027 saprà trasmettere sull'India.

«Spero che questo Calendario riesca a rappresentare la nostra autentica diversità. Siamo un unico popolo, una sola etnia, ma al nostro interno esistono infinite sfumature, colori, sensibilità e differenze. E non parlo soltanto dell'aspetto esteriore: mi riferisco soprattutto all'interiorità. Le nostre culture cambiano. Esiste una cultura più ampiamente definita indiana, ma ciò che l'India del Sud mi ha trasmesso è diverso da ciò che mi ha dato Bombay.
Per questo spero che, guardando questo Calendario, le persone possano cogliere le nostre differenze e, allo stesso tempo, il modo meraviglioso in cui conviviamo. Spero che vi colgano anche un messaggio di convivenza, non rivolto a un solo Paese, ma al mondo intero. Tutti ci assomigliamo, siamo umani.»

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