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“Non credo che l'aspetto più interessante di me siano le mie origini, ma la persona che sono. Spero che questo emerga.”
L'ascesa di Bhavitha Mandava ai vertici della moda è stata fulminea. Nel 2024, mentre stava completando gli studi per laurearsi alla New York University, fu notata da Showin Bishop sulla banchina della metropolitana di Atlantic Avenue, a Brooklyn. Alcune settimane dopo sfilava per la collezione primavera/estate 2025 di Bottega Veneta e prendeva parte alla campagna pubblicitaria del marchio.
Poi, nel 2025, ha scritto una pagina di storia diventando la prima donna indiana ad aprire una sfilata di Chanel, conquistando così la scena internazionale della moda.
Per la ventiseienne si è trattato di un cambiamento enorme. Considera splendido il fatto che oggi tante ragazze di origine sudasiatica la considerino un punto di riferimento. Ma non è questo l'unico modo in cui ama guardare al proprio lavoro.
“Sono felice che le persone riconoscano e apprezzino che, qualsiasi cosa io faccia, può aiutare qualcuno della mia comunità a sentirsi libero di occupare il proprio spazio in un settore dove la rappresentazione è ancora limitata, e se vede attraverso me e la mia esperienza questa possibilità, sono davvero felice. Ma nella quotidianità non affronto un set chiedendomi: ‘Che cosa penserà l'India?’. Sarebbe troppo. Sono una ragazza che cerca solo di fare il proprio lavoro al meglio.”
Bhavitha Mandava è cresciuta a Hyderabad, capitale dello Stato del Telangana nel sud dell'India. Dopo aver studiato architettura in un'università locale, si è trasferita a New York per conseguire la laurea magistrale. I ricordi più felici della sua infanzia includono i momenti di festività, in cui “l'intera comunità si ritrova a festeggiare come un'unica famiglia”.
“Le festività sono probabilmente la cosa che mi manca di più di casa. Ho un debole per il Ganesh Chaturthi, (la festa Indù dedicata alla divinità Ganesha) perché dura diversi giorni e diventa un'occasione per stare insieme: incontri i parenti, i vicini, prepari il cibo come offerta, e poi lo condividi con tutti. È un'esperienza che ti fa sentire parte di qualcosa di più grande, avvolgente.”
Per il Calendario Pirelli, la modella, che si è laureata alla New York University nel 2025 e vive oggi a New York, ha posato davanti all'obiettivo del fotografo norvegese Sølve Sundsbø nel Forte di Jaigarh, a Jaipur, nel Rajasthan. Per Bhavita, Sundsbø è riuscito a creare sul set un “autentico senso di appartenenza fra tutti i presenti”. Per questo si è sentita completamente libera di esprimere le proprie idee e sensazioni durante lo shooting. “È stato un lavoro frutto di collaborazione”
“Sølve è una persona veramente gentile: è affascinante, spiritoso ed è stato capace di mettere tutti a proprio agio sul set. Mi ha fatto sentire come a casa. Voglio dire, ero già nel mio Paese, ma mi trovavo comunque in un contesto per molti aspetti nuovo e insolito. Lavorare con lui è stato veramente un piacere”
Per Mandava, l'India è un luogo in cui modernità e tradizione convivono in un equilibrio che non è facile ritrovare negli Stati Uniti, rendendola un Paese «davvero unico in cui crescere e vivere». È felice che l'edizione 2027 del Calendario Pirelli ospiti accanto alle immagini di Sølve Sundsbø anche il lavoro della fotografa indiana Avani Rai, che porta a compimento la visione del padre, il celebre fotogiornalista Raghu Rai.
“Mi sento davvero fortunata a poter collaborare con tre fotografi diversi, perché l'India è un Paese multidimensionale e avere visioni e sensibilità differenti che convergono in questo progetto è qualcosa di unico e affascinante”
Si dice inoltre fiduciosa che il Calendario possa offrire una visione dell'India più ampia e sfaccettata di quella che viene generalmente proposta.
“Credo che questa sia l'India di oggi. Le nostre tradizioni e la nostra cultura restano profondamente radicate, ma, come nel resto del mondo, convivono con influenze ulteriori. Mi sembra che questo progetto riesca a raccontare molto bene quello che l'India è diventata.”