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/ Suonatrice di sitar e compositrice /)

Anoushka Shankar: Artista del Calendario Pirelli 2027

Anoushka Shankar

“La musica è da sempre uno dei linguaggi che permette di superare le distanze tra le persone. Per quella che è stata la mia esperienza, quando facciamo musica andiamo oltre il processo razionale e ci connettiamo con gli altri su un piano emotivo, più profondo e istintivo. E per questo la connessione diventa più immediata e universale”

La musica ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita di Anoushka Shankar. Artista unica e innovatrice sulla scena internazionale, la virtuosa del sitar, compositrice e produttrice, candidata ai Grammy per tredici volte, è cresciuta immersa nella musica e ha iniziato a esibirsi dal vivo ad appena tredici anni. Nei tre decenni successivi ha costruito una carriera senza eguali, portando la sua visione artistica sui palcoscenici più prestigiosi del mondo e contribuendo a reinventare il sitar in chiave contemporanea. Collaboratrice instancabile e aperta alla sperimentazione, ha ampliato costantemente i confini della propria ricerca creativa non solo attraverso album, tournée internazionali e colonne sonore, ma anche grazie a progetti innovativi realizzati insieme ad artisti leggendari come Sting, Herbie Hancock, i Gorillaz, Patti Smith, Arijit Singh e la sua sorellastra Norah Jones.

“Quando si assiste ad un concerto di sitar qualcuno potrebbe pensare: ‘Oh, non so capire questa musica’… ed è l'aspetto intellettuale che parla. Ma quando una musica ti tocca nel profondo, ti commuove fino alle lacrime o ti fa venire voglia di alzarti e muoverti, allora tutte queste sovrastrutture cadono. È in quel momento che [ci] rendiamo conto di essere simili, di condividere le stesse esperienze che riversiamo nella nostra arte. Questa connessione è fondamentale per il mondo in cui viviamo. La capacità dell'arte di avvicinare le persone, anziché dividerle, è essenziale. E oggi è più importante che mai.”

Nata a Londra, Anoushka Shankar ha le proprie radici in diverse regioni dell'India. Da parte di madre, le sue origini la conducono nel Sud del Paese: «per metà del Kerala e per metà del Tamil Nadu». Dal lato paterno, invece, appartiene a una famiglia bengalese profondamente legata a Kolkata. Tra i suoi ricordi più lontani ci sono i sapori e le lingue dell'India meridionale, insieme alle ninne nanne in tamil della sua nonna. Allo stesso tempo, sente un legame altrettanto forte con l'eredità paterna fatta di "una lingua, una tradizione culinaria e una cultura letteraria completamente diverse".

“E, per rendere tutto ancora più complesso, negli anni in cui ho vissuto in India abitavo a Delhi. La mia esperienza personale di crescita in questo Paese ha avuto come sfondo una capitale vivace, cosmopolita e piena di energia, di moda e di musica. Era un periodo di grande apertura e trasformazione, e tutti insieme stavamo contribuendo a creare una scena culturale incredibilmente stimolante.”

Oggi Anoushka Shankar vive a Londra, ma continua a viaggiare in tutto il mondo per i suoi concerti. Racconta di aver «quasi lanciato un urlo di gioia» quando le è stato proposto di partecipare al Calendario Pirelli. «È stata una sorpresa enorme e un'emozione speciale», confessa. Era entusiasta all'idea di essere fotografata da Sølve Sundsbø, un amico e un artista di cui ammira da tempo il lavoro. Abituata da oltre trent'anni ai set fotografici, Shankar ha particolarmente apprezzato la positività di Sølve e l'atmosfera rilassata che si respirava durante lo shooting, un contesto che ha permesso a entrambi di sentirsi "veramente liberi di esprimerci su come volevamo scattare le fotografie."

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“Mi sono sentita davvero libera di essere me stessa, di portare sul set la mia personalità e il mio modo di essere. Sapevo di voler fare qualcosa di un po' diverso rispetto a ciò che faccio di solito e, da questo punto di vista, l'esperienza è stata esattamente come l'avevo immaginata. Sono molto felice del risultato che abbiamo raggiunto e non vedo l'ora di vedere [il risultato finale”

Per quanto riguarda il Calendario Pirelli 2027, Shankar si augura che riesca a restituire tutta l'ampiezza e la profondità dell'India, raccontando quanto questo Paese sia “dinamico, contemporaneo e proiettato verso il futuro”. Guarda inoltre con particolare interesse alla pluralità di sguardi che caratterizza questa edizione del Calendario, resa possibile dalla collaborazione senza precedenti tra Sølve Sundsbø e la fotografa indiana Avani Rai, che sta portando avanti una propria interpretazione delle idee sviluppate per il progetto dal padre, Raghu Rai.

“Per un Calendario dedicato all'India, credo sia importante che nel racconto trovi spazio anche uno sguardo indiano. Raghu Rai è una vera e propria leggenda per la maggior parte dei fotografi che conosco e sapere che in questo progetto potremo ritrovare qualcosa della sua visione mi emoziona profondamente. È qualcosa di davvero speciale”

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