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St.Vincent

On the Road… con St. Vincent

Il Calendario Pirelli 2022 vuole catturare l'atmosfera del musicista in tour. Per l'artista St. Vincent l'esibizione è una parte fondamentale della vita che rende il mondo “un posto migliore”

Da quando aveva quattro anni, Annie Clark, conosciuta con il nome d'arte St. Vincent, è ossessionata dalle chitarre. La sua prima chitarra l'ha costruita utilizzando del cartone e delle fascette in gomma, poi ha iniziato a prendere lezioni, ma con una chitarra vera e propria. All'età di 12 anni, St Vincent era entusiasta perché era in grado di riprodurre la musica dei suoi idoli grunge, dai Metallica a Robert Fripp, ma non solo.



Per il servizio fotografico per il Calendario Pirelli, Bryan Adams l'ha voluta per il suo talento e l'originalità musicale, e per questo motivo in una fotografia l'ha ritratta con un plettro appoggiato sulla lingua. “Ho la sensazione che questo scatto potrebbe essere la copertina del Calendario” ha subito dichiarato Adams dopo avere scattato la fotografia.



Nella seconda serie di ritratti Clark è stata fotografata in una stanza di hotel del Chateau Marmont di Hollywood: si tratta di scatti contemplativi che mirano a “catturare la sensazione di solitudine che si può provare quando si è da soli, in una camera di albergo, dopo lo spettacolo”, ha spiegato Adams.



Clark, che è cresciuta nei sobborghi di Dallas, vanta una ricca esperienza di musicista in tour. Ha iniziato ad esibirsi dal vivo ancora adolescente ed ha suonato con il gruppo corale rock The Polyphonic Spree e con la band di Sufjan Steven, prima di dare vita alla sua band nel 2006. Da allora ha pubblicato sette album in studio, compreso l'album in collaborazione con David Byrne che si chiama Love This Giant (2012).



Il suo quarto album in studio da solista, St. Vincent, pubblicato nel 2014, ha vinto il primo Grammy come migliore album di musica alternativa. Si è poi aggiudicata un secondo Grammy per la migliore canzone rock, Masseduction, che è il titolo della traccia dell'acclamato album del 2017. St Vincent, famosa per la sua scrittura sofisticata e per un'estetica in continua evoluzione, ha abbracciato il genere rock, pop, art rock e indie; Daddy’s Home, l'album pubblicato nel 2021, è descritto come un “omaggio totale al rock’n’roll degli anni '70”.



Dopo il servizio fotografico St. Vincent ha parlato della sua assoluta dedizione alle performance, del “sacro vincolo” che ha con i fan e della potenza delle esibizioni dal vivo.



Ma parliamo degli scatti. Li puoi descrivere?
Nel primo scatto la sensazione è che io mi trovi nella mia camera di hotel da sola, prima o dopo uno spettacolo, in uno di quei momenti in cui ti senti un musicista solitario, con una sorta di solitudine cinematica. Poi ho iniziato a muovermi nello spazio, ad osservare attraverso le tende e la luce. Era simile a quella del film 9 settimane e mezzo: è stato molto bello e divertente.



Come è stato lavorare con Bryan?
Bryan è adorabile. Ed io sono una grande fan della sua musica. Gli ho detto che ha una voce incredibile. Ogni volta che la ascolto mi toglie il fiato … e inoltre è un fotografo eccellente, ha delle doti davvero eccezionali.



Cosa significa per te la partecipazione a questo Calendario Pirelli?
Amo da sempre i Calendari Pirelli, li conosco da quando il fotografo era Helmut Newton. È un'opera classica ed iconica, e sono felicissima di avere preso parte alla sua realizzazione.



Raccontaci del rapporto che hai con i tuoi fan.
Quando penso alla musica, a cosa essa mi ha dato, al modo con cui creo la musica che amo e al profondo legame che instauro con le persone grazie alla musica che amo, penso che ai miei fan mi leghi un legame sacro. E non intendo risultare auto-referenziale quando dico che la musica può cambiare la vita delle persone e ispirarle a migliorarsi, a seguire i propri sogni in virtù della musica che compongo; ritengo che la musica parli in maniera molto onesta della condizione umana.



Tu viaggi parecchio: come riesci a stare comunque vicina alle persone che ami?
Il viaggio rappresenta una specie di realtà alternativa. Viaggiare è come stare sospesi nell'aria. Vivi in una specie di sogno bizzarro, e a me questa cosa piace molto. Ho trascorso una buona parte della mia vita in quel sogno bizzarro, ma credo che sia molto importante trascorrere del tempo con le persone che ami, portarle in giro con te, come se tu fossi una specie di mongolfiera che fluttua nello spazio esterno.



Quali sono le sfide della vita "on the road"?
Penso alle sfide per le quali si possieda una specie di licenza, ad esempio un tour di sei settimane, un tour di otto settimane, un tour di sei mesi: può sembrare un po' folle, e infatti serve un po' di follia per affrontare tutto questo. Con ciò non intendo la follia in senso negativo, dico solo che bisogna essere un po' "pazzi". Per questo motivo ritieni di dovere trovare un equilibrio tra la tua follia innata e la necessità di circondarti di persone "on the road" come famiglia e amici, cioè persone con i piedi per terra che ti danno sicurezza e ti riportano appunto con i piedi per terra, nel caso dovessi fluttuare eterea per sempre.



Come ti senti dopo un'esibizione dal vivo?
Dopo un'esibizione dal vivo mi sento svuotata di tutto, mi sento disperatamente soddisfatta, depurata: nessun'altra esperienza è paragonabile all'esibizione dal vivo. Non c'è nulla come sentire l'alta posta in gioco, il legame con una miriade di persone che urlano, sudano e sognano per un'ora e mezza, non esiste nulla di simile.



C'è qualcos'altro che vorresti condividere, magari ricordi o pensieri sulla vita dell'artista "on the road"?
In effetti vorrei aggiungere un mio pensiero. Il motivo per cui abbiamo bisogno delle esibizioni dal vivo è perché esse aumentano la nostra empatia, e non intendo in maniera esoterica, intendo proprio il significato letterale: la sensazione di un gruppo di persone in un unico spazio che ascoltano la musica genera dopamina e crea un livello di empatia inaudito. Il fatto stesso della folla radunata genera empatia e se generi empatia, riduci la sofferenza umana e riduci il giudizio, riduci la demonizzazione del prossimo e contribuisci a rendere il mondo un posto migliore.